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Eco sostenibilità - Il Noceto

Agricoltura sostenibile

Il consorzio da anni contribuisce a sviluppare un’agricoltura di tipo green, attenta all’ambiente, al risparmio energetico e, dunque, ecosostenbile. Un percorso articolato, che si traduce in molteplici azioni ed iniziative:

Biodiversity alliance

Le piante di noci del consorzio Noceto godono della Biodiversity alliance, una certificazione che attesta la biodiversità, la qualità biologica dei suoli, attraverso l’indicatore QBS – Qualità Biologica dei Suoli - associata alla valutazione delle pratiche agronomiche adottate (fertilizzazione, rotazioni, ecc.), dei sistemi produttivi (ad esempio l’agricoltura biologica, l’agricoltura integrata) e dell’ambiente. Con questa certificazione viene attestata la qualità dei terreni in cui crescono le piante de il Noceto, riconoscendo la ricchezza e la varietà di microflora e microfauna presenti, caratteristiche che permettono alla pianta di crescere in un ambiente sano e rigoglioso.

Un serbatoio di ossigeno

Le piante di noce, protagoniste del Consorzio, sono anche le principali interpreti dell’ecosostenibilità promossa da il Noceto. Esse, attraverso il naturale processo di fotosintesi clorofilliana, restituiscono all’ambiente mediamente ogni giorno 273.240 metri cubi di ossigeno.

Impianto fotovoltaico

Dal 2012 sulle coperture dei capannoni dello stabilimento di Chiarano è stato installato un impianto fotovoltaico da 157kw: una scelta all’’insegna dell’ecosostenibilità volta a risparmiare sul consumo di energia elettrica e a restituire all’esterno quella prodotta in esubero.

Difesa integrata

Il Noceto aderisce al programma di difesa e produzione integrata della Regione Veneto, in applicazione delle specifiche disposizioni europee e nazionali in materia di uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.

Riciclo dell’acqua

L’acqua impiegata per il lavaggio delle noci non viene sprecata. I primi cicli di lavaggio utilizzano acqua a temperatura che viene reimpiegata per più volte fino a rendere la noce quasi completamente pulita. L’acqua già impiegata e non più utilizzabile per il lavaggio, viene convogliata in cisterne e lasciata decantare per alcuni mesi nel depuratore esterno installato nel 2018. Il processo di depurazione permette all’acqua di separarsi dai prodotti residui recuperati durante la raccolta delle noci (erba, ramoscelli, terriccio) che si depositano sul fondo. L’acqua rimasta in superficie viene riutilizzata per l’irrigazione delle piantagioni mentre il fango rimasto sul fondo è reimpiegato come concime.