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La pianta della noce Lara

La storia del noce

La storia della noce è antichissima, infatti specie affini alla pianta del noce sono state ricondotte a ritrovamenti del Miocene (23-5 milioni di anni fa), sia in suoli dell’era Quaternaria (iniziata appena 2,5 milioni di anni fa) epoca in cui l’uomo faceva la sua comparsa sulla terra. Gli studiosi concordano che sia la Cina o il massiccio dell’Himalaya la sua zona d’origine, da cui poi la pianta sarebbe passata prima in Persia e poi in Grecia, in Italia e in altri paesi dell’Impero Romano a seguito delle conquiste di questi popoli.

Anche nella Bibbia (Cantico dei Cantici) si parla della noce, mentre Virgilio e Ovidio ne parlavano già ai tempi dei re di Roma: presso questo popolo le noci erano usate nei cortei nuziali dagli sposi. Noci sono state ritrovate carbonizzate negli scavi di Pompei ed Ercolano.

Alcune leggende raccontano che terribili streghe si riunivano a convegno (la notte di San Giovanni) sotto il famoso noce di Benevento, rendendo l’ombra di questa pianta nefasta sia per gli uomini (causando mal di testa e la febbre) che per gli animali, fermatisi per rinfrescarsi o per dormire. Ancora oggi nella notte di San Giovanni si raccolgono le noci verdi che poi si usano nella preparazione del nocino.

La classificazione botanica del noce lo inquadra come famiglia Juglandacee, genere Juglans (nome che sembra derivi dal latino Jovis glans, cioè ghianda di Giove), specie Juglans regia (noce comune), anche se a tale genere appartengono altre specie come J. Nigra (noce nero o di San Cristoforo), J. Cinerea (noce americano o grigio), J. Sieboldiana (noce giapponese) e molte altre: la più diffusa e conosciuta è però il noce comune.

La pianta del noce è stata introdotta in Europa tra il VII e il V secolo a.C., e nelle Americhe nel XVII secolo dai coloni inglesi. Boschi di noci spontanei allo stato selvatico si trovano in Uzbekistan e Kirghizistan.

Il ciclo naturale della noce Lara

Il noce da frutto (Lara), come tutte le piante, presenta un suo naturale ciclo vitale. Dal momento della sua piantumazione, servono almeno 5-6 anni prima di poter raccogliere i primi frutti commestibili. Durante questi primi anni di crescita, la pianta viene potata manualmente, dalle mani esperte degli agricoltori.

Il ciclo naturale si sviluppa attraverso le seguenti fasi

  • Riposo invernale, che finisce all’inizio del mese di aprile.
  • Germogliamento,le gemme cominciano a schiudersi da inizio aprile e continuano fino alla fine del mese.
  • Fioritura, che si può ammirare successivamente al germogliamento con fiori maschili verdi e lunghi (detti amenti), e fiori femminili, piccoli, di colore arancio poco appariscenti, tipici della pianta.
  • Impollinazione, il polline viene trasportato dal vento che lo può portare a diverse decine di metri di distanza (impollinazione anemofila)
  • Allegagione, è la fase iniziale dello sviluppo dei frutti successiva alla fioritura. È uno dei momenti più importanti per la riuscita del raccolto. E’ in questo periodo di fine maggio che si va formando il mallo del noce.
  • Ingrossamento del frutto, quando il guscio, la scorza legnosa che è sotto il mallo, cresce fino a diventare della grandezza definitiva. Questa fase si protrae fino alla fine di giugno.
  • Riempimento, in questa fase il guscio, si riempie con la noce vera e propria, il gheriglio, che continuerà la sua formazione fino alla metà di settembre.
  • Caduta delle foglie, nel periodo autunnale.
  • Riposo, dall’inizio di dicembre fino ad aprile. E’ in questo periodo che si effettua la potatura della pianta: manualmente per le piante giovani, che ancora non hanno dato frutti, meccanicamente invece per tutte le piante adulte.